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Il fattore psiologico


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ACCETTAZIONE: SCENDERE A PATTI CON IL DEFICIT VISIVO

La maniera in cui una persona reagisce al deficit visivo può giocare un ruolo fondamentale per il suo benessere psicologico e funzionale.

Gli ipovedenti che sono in grado di accettare la propria condizione in modo relativamente sereno sono meno soggetti a sviluppare la depressione e più facilmente riescono ad essere serenamente attivi, mantenendo il proprio stile di vita e le attività quotidiane preferite.

Ma cosa significa accettare il deficit visivo?
Accettare la realtà di una situazione che non si può cambiare è dura per chiunque e le persone con deficit visivo non sono certo un’eccezione. L’accettazione è un processo che richiede tempo ed è molto importante considerarlo come un traguardo realistico, sebbene costi tempo e fatica.
Si deve imparare a vivere nel presente, dimenticando la nostalgia per il passato e l’angoscia per il futuro.

La nostra cultura dà molta importanza ai concetti di indipendenza ed autonomia, così per molti dover dipendere da qualcun’altro significa “essere inutili” per la società. Ma, se riflettiamo un attimo, nessuna persona al mondo può dirsi completamente indipendente, piuttosto siamo tutti interdipendenti in qualche misura. Così, fa parte del processo di accettazione del deficit visivo rendersi conto del livello di assistenza che ci è necessario, mantenendosi autonomi per tutte le altre necessità. Alle volte è proprio la ricerca del giusto aiuto la condizione che permette alle persone con deficit visivo di mantenersi autonome.

Fa parte del processo dell’accettazione il rendersi conto delle limitazioni e delle difficoltà che la propria condizione comporta. È altresì molto importante rendersi conto di ciò che si può attivamente fare all’interno dei limiti imposti dalla propria condizione. Per molte persone partecipare a gruppi di supporto è stata la chiave per accettare il proprio deficit visivo, ascoltando come altri nella stessa situazione abbiano imparato nuove strategie per risolvere i problemi e per limitare le frustrazioni.

Bisogna dapprima concentrarsi sulle attività che si è ancora in grado di compiere per poi imparare a svolgerne di nuove all’interno dei limiti imposti dal proprio deficit. Ad esempio è possibile continuare a fare dell’esercizio fisico facendo delle passeggiate e pedalando in tandem in compagnia di un amico.
Imparare ad utilizzare bene gli ausili e a ricavarne il massimo può rendere meno dipendenti dagli altri ed aiutare ad avere più controllo sulla propria vita. Leggere attraverso gli ausili per ipovedenti, ascoltare audiolibri o musica, fare esercizio fisico, avere una vita sociale attiva, curare il giardino, cucinare e aiutare gli altri ci spinge a rimanere attivi e a sentirci utili.

L’accettazione del deficit visivo è un processo progressivo.
Anche le persone che hanno già accettato la propria condizione possono sentirsi a momenti infelici e frustrati. L’accettazione richiede molta pazienza. Mantenersi attivi, apprezzando gli aspetti positivi della vita quotidiana e permettendo agli amici e ai parenti di aiutarci sono strade percorribili per accettare la propria condizione e per gioire della vita.

 
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